Torre Canavese
Sovrastato dalle imponenti costruzioni del centro storico, Torre Canavese si distende sul declivio di un colle, estrema propaggine occidentale dell'anfiteatro morenico di Ivrea.
Il luogo è seducente.
Lo testimonia il fatto che le maggiori famiglie del Canavese, dai San Martino agli Antoniono, dagli Stria ai Roddi di Cinzano ai Balbo di Vinadio, se lo contesero per secoli; intanto generazioni di contadini generosi e testardi lo trasformavano in un giardino di vigneti a terrazza, di campi coltivati, di boschi amorevolmente curati.
Le sue case sono oggi impreziosite da un centinaio di pitture dei maggiori artisti dell'ex Unione Sovietica e del Canavese.
In questo spazio ricco di reperti di epoca romana e di antiche torbiere, mescolati e confusi con il verde del bosco e l'azzurro del cielo, si respira un'atmosfera idilliaca. Il grande poeta crepuscolare canavesano Guido Gozzano, che dalla raccolta bellezza del luogo, trasse ispirazione per le visioni eteree e sfumate dell'abbaino secentesco della signorina Felicita.
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Spigolature torresi
Il Comitato "Stufe della chiesa" (Testi di Mariano Tomatis
Antoniono)
Si legge sul bollettino parrocchiale del marzo 1958: "Si è
costituito in questo mese nella parrocchia il comitato Stufe della chiesa...
non pensate con questo ad un complesso di persone che hanno perso l'entusiasmo
per il bene... Pensate piuttosto che per merito di detto Comitato nell'inverno
che è quasi passato non abbiamo sofferto tanto freddo in chiesa."
("L'amico, marzo
1958")